Verso Mezzogiorno

Il viaggio di Studiocharlie
nei luoghi di produzione a Sud

Lo Studio di Rovato (BS), con il fotografo Vince Cammarata,
in Calabria e Sicilia, per incontrare Emilio S. Leo del Lanificio Leo, a Soveria Mannelli (CZ), e Rosario Parrinello di Made a Mano, a Caltagirone.

Testo di Carla Scorda
Foto di Vince Cammarata


Studiocharlie collabora da anni con aziende estremamente diverse una dall’altra per dimensione, modalità produttive e collocazione geografica. Tra di esse Atipico, Billiani1911, Boffi, Designercarpets, Lanificio Leo, Lema, Made a Mano, Mipa, Nemo, VittorioBonacina.

Lanificio Leo e Made a Mano sono due aziende a conduzione familiare accomunate dalla grande passione dei titolari, da una produzione che ha origine nella tradizione territoriale con un’impronta contemporanea e internazionale, e nelle quali l’artigianalità, associata a metodi di produzione e gestione contemporanei, è la ricchezza da preservare e la chiave per dare vita ad un prodotto capace di emozionare. Studiocharlie collabora con il Lanificio Leo dal 2004, anno in cui disegna il Punto Pecora, tessuto per coperte e plaid, pubblicato diverse volte, selezionato per l’ADI Design Index e incluso in varie esposizioni. Il Punto Pecora sintetizza nella sua trama Jacquard il DNA del Lanificio: la lana, la lavorazione su telai dell’inizio del secolo scorso, il marchio del Lanificio stilizzato nella sua essenza. “Siamo stati spesso al Lanificio ed è sempre un grande piacere incontrare Emilio. Ogni visita al Lanificio è come un ritorno in un luogo familiare, che ti accoglie con il suo caratteristico odore di lana e antichi macchinari”.

Emilio Leo, mostra a Studiocharlie “il software” Jacquard del “Punto Pecora”

Il Lanificio Leo è la più antica fabbrica tessile ancora attiva in Calabria. È stato fondato nel 1873 ed è stato tramandato di generazione in generazione, fino ad arrivare ad Emilio, di 39 anni, architetto, che ha voluto dare un’impronta di rinnovamento alla conduzione dell’azienda, con una nuova gestione che gli ha permesso di arrivare nel 2001 tra i 16 finalisti del premio Guggenheim impresa&cultura e di vincere il premio Cultura di Gestione.

Il Lanificio Leo si trova a Soveria Mannelli, comune di montagna sulla Sila catanzarese, a 800 metri sul livello del mare, in un territorio ricco di boschi di castagni. Il Lanificio è un punto di riferimento per la città. È un luogo vivo, visitato ogni giorno non solo per acquistare coperte in lana e accessori in maglieria, ma anche per scoprirne i metodi di produzione, antichi ed affascinanti. Il Lanificio, così come voluto da Emilio, non è un luogo museificato, ma attivo sia dal punto di vista della produzione sia da quello della cultura in senso lato. È in quest’ottica che dal 1998 al 2007 si è svolta la rassegna “Dinamismi museali”, che per alcune sere di agosto, ogni anno, ha ospitato musicisti, video makers, designer, performer, grafici e fotografi provenienti da tante parti d’Italia e d’Europa. L’ultima edizione, “Super Dutch”, che si è tenuta questa volta a dicembre, è stata organizzata con l’Ambasciata dei Paesi Bassi e la Design Academy di Eindhoven e ha ospitato designer olandesi tra cui Scholten and Baijings, Sigrid Calon, Atelier NL.

Il Punto Pecora

“In questo viaggio abbiamo visto l’ultimo acquisto del Lanificio, un telaio a ratiera elettronico, e ne abbiamo appreso il funzionamento attraverso le spiegazioni di Emilio e sperimentando insieme sul macchinario. È lo stesso percorso che abbiamo seguito dieci anni fa, prima di disegnare il Punto Pecora. In quel periodo studiavamo il funzionamento della Jacquard, un telaio inventato nell’’800 e progenitore del primo calcolatore e delle attuali tecnologie informatiche. Oggi, davanti al nuovo telaio, facciamo un salto nel tempo di più di un secolo, ed è un viaggio emozionante, perché non riguarda solo la storia della produzione industriale, ma l’intero cammino della società occidentale, con la sua ricchissima storia del ‘900 e il passaggio al nuovo millennio. Come nel 2003 anche in questi giorni ragioniamo su ordito e trama, filati e intrecci, lasciando la mente libera di immaginare le combinazioni possibili, tra potenzialità e limiti, per poter poi scegliere una strada da esplorare fino in fondo, e creare, infine, un nuovo tessuto. E i prodotti realizzati con il tessuto entreranno nelle case di chi comprende quanta ricchezza ci sia dentro ad una produzione controllata con passione in ogni sua fase. Perché anche solo toccandoli si capisce che dietro ad ogni coperta c’è molto di più rispetto ad un semplice oggetto di produzione industriale”.

Studiocharlie ha disegnato per il Lanificio Leo, oltre al Punto Pecora, le coperte Il Pleut e Brzz, sempre su telaio Jacquard, e decori contemporanei per l’antica tecnica della stampa xilografica su tessuto, realizzata a mano utilizzando stampi in legno di pero e una pasta a base di ruggine e aceto.
Ci rimettiamo in viaggio, in compagnia di Emilio, destinazione: Caltagirone. Superato lo Stretto di Messina, non passa molto tempo prima di scorgere l’Etna, tappa importante del nostro viaggio siciliano.


La collaborazione di Studiocharlie con Made a Mano è più recente: il primo incontro con Rosario Parrinello si svolge a Milano, nel 2011, durante la Settimana del Design. “Avevamo visto le piastrelle di Made a Mano qualche tempo prima e ne eravamo rimasti molto incuriositi. Non conoscevamo l’azienda e quindi ci siamo informati e, quando è stato il momento giusto, abbiamo contattato Rosario per proporgli subito nuovi progetti”.

Lo Studiocharlie assiste alla realizzazione di Cunei

Made a Mano è stata fondata nel 2001 da Rosario Parrinello. Nel corso degli anni è diventata partner di importanti società tra cui Agape, Gervasoni, Tom Dixon, ed è presente in vari punti vendita a Copenaghen, Londra, Parigi, Monaco, Atene, Istanbul, Tel Aviv. È un’azienda che nasce da un ricchissimo background di conoscenze nella lavorazione e nella decorazione della ceramica. Non a caso Caltagirone è conosciuta in tutto il mondo per le ceramiche artistiche tradizionali.

Cunei

Made a Mano ha saputo esaltare la storia e le specificità del territorio proiettandosi nella piena contemporaneità, con grande capacità di rielaborazione e sintesi e con uno sguardo geograficamente ampio, allontanando drasticamente i decori tradizionali dalla deriva folkloristica e rielaborandoli in prodotti attuali che trovano collocazione non solo nelle case siciliane e italiane, ma anche in quelle nord-europee.

“Anche qui, come nel Lanificio Leo, si respira la compresenza di passato e presente. Anche qui la ricchezza culturale e produttiva del passato è protagonista in modo lontanissimo dalla nostalgia, ma più come consapevolezza di trovarsi in un punto di un percorso di sedimentazioni e trasformazioni che ha origini antiche. Si vive appieno la contemporaneità e ci si proietta nel futuro, con la sicurezza di chi ha un passato importante e la capacità di valorizzarne l’eredità, senza mai snaturarla”.

In fabbrica Studiocharlie ha ripercorso le fasi di produzione delle piastrelle Cunei, in ceramica, e Prisme, in pietra lavica, smaltate e decorate a mano ad una ad una.

Il forno
“Dopo aver disegnato le piastrelle Cunei e Sardine, il nostro interesse si è concentrato su un altro materiale tradizionale e fortemente connesso con il territorio: la pietra lavica. Non potevamo perdere l’occasione di progettare con un materiale così emblematico, risultato di stravolgimenti magmatici, che racchiude tutta la potenza trasformatrice di un’eruzione vulcanica”.

Il viaggio si conclude proprio sulle scure pendici dell’Etna, in un paesaggio sospeso nel tempo, che ci riconduce all’origine del senso del progettare, che non è nient’altro, nella sua essenza, che l’attitudine primordiale dell’uomo a trasformare le materie prime naturali, per farne strumenti del proprio vivere.

www.studiocharlie.org
www.lanificioleo.it
www.madeamano.it

www.vincecammarata.com

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